UN'OPERA SOLIDALE:

Il progetto “Un sorriso dall'Africa” nasce fin dall'inizio come collaborazione tra il giovane artista romano Emiliano Yuri Paolini ed il missionario laico Antonio Carovillano. Si tratta di un progetto d'arte e solidarietà, ma del tutto particolare: infatti non si vuole organizzare una raccolta-fondi sull'occasione di un'opera d'arte; né si vuole far pubblicità ad un artista attraverso un'opera di beneficenza. In questo caso, infatti, l'opera d'arte dal suo stesso interno si interroga sul senso e sul non senso dello stesso fare beneficenza. Qui però vogliamo limitarci ad esporre in estrema sintesi i tratti essenziali del progetto di solidarietà per realizzare il quale verranno investiti i fondi raccolti dalla vendita delle 25 tele che compongono l'opera realizzata dall'artista già nel mese di novembre del 2009.

In origine i fondi raccolti dovevano essere impiegati per sollevare alcune donne congolesi, vittime di svariate violenze (stupri, torture etc.), dalla loro condizione di prostrazione e sfruttamento attraverso un esperimento di micro-credito così da metterle in condizione di guadagnarsi da vivere autonomamente. In quegli anni (stiamo parlando del 2009-2010) era quello il campo in cui operava il missionario laico Antonio Carovillano (che ha operato anche in Uganda, Kenia, Madagascar, Honduras e Guatemala). Oggi, però, pur continuando a rimanere in contatto con la realtà congolese (dove insieme al padre francescano Emilio Ratti è riuscito a costruire nel tempo scuole ed ospedali nel Kivu, regione a nord-est della Repubblica Democratica del Congo) Carovillano sta cercando di costruire un piccolo ospedale nel Sudan del Sud, paese appena costituitosi per effetto del recente referendum del luglio del 2011, che ha diviso dopo 52 anni di guerra il Sudan in due parti. Il Sud Sudan attualmente è il paese col più alto tasso di mortalità infantile del mondo. Dopo il referendum non sono finite le tensioni tra i due novelli stati; infatti il Sud Sudan ha ricchi giacimenti di petrolio, mentre Khartum (capitale del Nord Sudan) possiede le raffinerie – per questo motivo si generano continuamente situazioni conflittuali visto che Khartum vuole riappropriarsi di questa zona del Sud Sudan dove tra l'altro opera il nostro Antonio. Carovillano per la precisione opera nella città di Yei (dove però la situazione è abbastanza tranquilla) che dista dalla capitale del paese, Giuba, circa 180 chilometri. In questa cittadina manca tutto, c'è solo un piccolo ospedale che il missionario ha definito “un ricovero per morti viventi!”. Carovillano da circa un anno collabora col vescovo della diocesi di Yei, Monsignor Ercolano Tombé, uno dei fautori del referendum. L'ultima iniziativa del missionario riguarda la costruzione a Yei di un piccolo ospedale munito di sala operatoria e di un reparto di degenza. Questa struttura ospedaliera (edificata in un primo momento dai Cavalieri di Malta), e questa sala operatoria sono all'interno di un lebbrosario. L'ospedale che si sta costruendo si occuperà di chirurgia d'urgenza, chirurgia neo-natale e chirurgia pediatrica, ma non di cardiochirurgia. La costruzione dell'ospedale, della sala operatoria e del reparto di degenza più i macchinari medico-chirurgici indispensabili comporta una spesa che Antonio Carovillano ha quantificato in circa 150.000 euro. Oltre ad Antonio Carovillano collaborano al progetto le ONLUS “CASETTE PER L'EQUATORIA” e “MEDICI IN AFRICA”, Antonello Bagnolo ed il Dottor Mauro Zanna dell'ospedale di Genova “Santa Corona”, che si preoccuperà di reclutare i medici, i quali provvederanno a far funzionare la struttura.

Un aspetto caratterizzante di questo progetto di solidarietà consiste nel fatto che bypassa la mediazione di quelle che Madre Teresa di Calcutta chiamava “le multinazionali della solidarietà” per costruire un rapporto il più possibile diretto tra i benefattori e i destinatari della nostra iniziativa solidale.

Stefano Valente (Coordinatore e relatore del progetto)
stefanovalente71@gmail.com

Loghi
Con il finanziamento della Regione Lazio e dell'Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma